La Principessa Sposa di William Goldman

 

La Principessa Sposa è il libro di William Goldman da cui è stato tratto quel meraviglioso film che noi bambini italiani di una volta conosciamo col banalissimo titolo La Storia Fantastica.

Quando ho saputo che ne esisteva un libro, ho dovuto per forza metterci sopra le mani e leggerlo… Ho fatto bene.

Il libro è divertentissimo e straordinariamente leggero, si legge in pochissime ore e contribuisce notevolmente al buonumore del lettore per la spigliatezza della narrazione e l’inventiva stilistica. Insomma è scritto bene.

William Goldman è più noto come sceneggiatore ed ha all’attivo un paio di oscar (Butch Cassidy e Tutti gli uomini del presidente) e più di una perla cinematografica (Il Maratoneta e  Maverick credo siano le più famose, oltre naturalmente a La Storia Fantastica, che ha sceneggiato lui stesso una decina d’anni dopo aver pubblicato il libro).

Il racconto è presentato come riduzione per ragazzi del romanzo storico del «grande scrittore florinese S. Morgenstern», che naturalmente non è mai esistito. Goldman ci spiega che quella era la storia che gli leggeva suo padre, ma che, nel farlo, lasciava fuori le parti noiose,  per questo lui ha deciso di pubblicare un’edizione fatta solo delle «parti buone». I ricordi dell’autore legati a questo millantato classico della letteratura florinese, le sue peripezie per trovarne una copia da regalare al figlio (non credo Goldman abbia un figlio, ma so che ha due figlie, a cui si deve il titolo di questo bel romanzo: quando chiese loro di cosa dovesse scrivere, una rispose «Una principessa» e l’altra «Una sposa») e tutto il suo lavoro di riduzione dell’opera, costituiscono una narrativa parallela alla storia di Wesley e Bottondoro, e anche il Goldman di questi “commenti” è una finzione letteraria, di modo che l’autore diventa egli stesso un personaggio comico.

C’è qualcosa nel libro che non abbiamo visto nel film? Direi proprio di sì. Anzitutto ci sono i commenti dell’autore di cui sopra, che sono spassosissimi, poi ci sono le storie, splendidamente iperboliche, di Inigo, Fezzik e Vizzini, che su schermo sono appena accennate, e c’è tutto il bizzarro capitolo dello Zoo della Morte. Ma soprattutto c’è lo stile narrativo di Goldman, con classifiche di qualsiasi cosa (dalla donna più bella del mondo al bacio più appassionato, al miglior spadaccino) e la sua cronologia storica ad eventi relativi (del tipo «Ciò accadde dopo l’invenzione dei baci»).

Ho letto La Principessa Sposa

The Princess Bride è un libro straordinario, uno di quelli che rimpiango di non aver letto da ragazzo, magari più volte, ma che sono contento di aver letto da adulto, per la sua ricchezza di finissime leggerezze, che mi si è stampata agevolmente nell’anima.

In sintesi, non leggerlo sarebbe «INCONCEPIBILE!»

 

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