Ho visto questo film: Lo Hobbit

 

Lo so. Avevo promesso a me stesso che Lo Hobbit 3 non l’avrei mai guardato. Ma ho sentito l’esigenza viscerale di scrivere un pamphlet sull’intera trilogia, per cui, dopo l’uscita del DVD, eccomi qua.

Anzitutto premetto che Il Signore degli Anelli mi era piaciuto abbastanza: la raffigurazione della Terra di Mezzo e l’ingenuo tentativo di afferrare la profonda poetica di Tolkien erano riusciti a sedurmi al punto da essere quasi disposto a perdonare a Peter Jackson cose come Gimli bifolco, Legolas snowborder e Faramir edipico, e comunque nessuno ci si aspettava eguagliasse il romanzo.

Così venne il tempo de Lo Hobbit.

Inizialmente, lo ammetto, ho gioito (sono un ingenuo): «Peter Jackson fa Lo Hobbit!» Mi sono detto «Se è riuscito a far decentemente il Signore degli Anelli, con Lo Hobbit, che è un libriccino semplice e meraviglioso, farà un capolavoro!» (l’ho già detto che sono un ingenuo).

Poi ho saputo che si trattava di una trilogia, e mi è salito un brividino lungo la colonna vertebrale… Come si può trarre tre film da un libro che non arriva a 400 pagine nemmeno se c’infiliamo dentro gli inserti pubblicitari? Ma come, Gianni, non lo sai? C’è il sotto-testo, c’è l’antefatto, il crossover col Signore degli Anelli e la riedizione di Liala, e poi è un fantasy, bisognerà pure lavorarci su di fantasia, no? Voglio dire: non sono uno di quelli che pretende il film uguale al libro, ma c’è un limite a tutto…

Comunque, dopo un rilascio opportunamente dilazionato, la trilogia si compone dei seguenti titoli: Lo Hobbit – Un viaggio impasticcato; Lo Hobbit 2- La Desolazione di Peter Jackson e Lo Hobbit 3 – Cose a caso.

Non avendo il cuore di inserire un trailer, ripropongo la scena che mi è piaciuta di più di tutta la trilogia:

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Lo Hobbit – Un viaggio Inaspettato

Il primo capitolo della trilogia non è malaccio, tutto sommato: sono uscito dal cinema solo moderatamente insoddisfatto. Quasi subito si svela il mistero di come il film sia potuto triplicare: Peter Jackson ha inserito nella trama praticamente tutto quello che ci poteva infilare (e anche un po’ di quello che non poteva): un nemico personale per Thorin (il potente orco che uccise il suo predecessore, da cui l’espressione “orco boia”), Nazgul che tramano nell’ombra (ma vengono scoperti lo stesso), improbabili riunioni del Bianco Consiglio e altre estrapolazioni azzardate.

Ora, Peter Jackson non lo sa, ma lui non è Tolkien e c’è una certa differenza tra quello che ha scritto il maestro inglese e quello che scrive lui. Se volete farvi un’idea di quanto sia sensibile questa differenza, stampate una riproduzione in bianco e nero del Giudizio Universale di Michelangelo o dell’Ultima Cena di Leonardo e poi chiedete a qualche bambino di 7 o 8 anni di colorarla coi pastelli a cera. Se il bambino è un genio non vale.

Però la scena coi giganti di pietra della montagna mi è piaciuta (un po’ estrema, magari) e il drago non si vede mai in tutto il film (suspence), il che mi sembra una bella mossa.

 

Lo Hobbit 2 – La Desolazione di Smaug

Dopo questo film, sono uscito dal cinema col sentimento di uno a cui hanno frantumato la collezione di Swarovski. Anzitutto c’è Legolas che non c’entrava niente, poi c’è un’elfa (perché, come dicono nella Terra di Mezzo «Trae più un crine di leggiadra fanciulla, che una coppia di Olifanti»), che non c’entrava niente neanche lei però, già che è lì – faccio persino fatica a scriverlo – si innamora di un nano. Ok, l’ho scritto e la mia copia del Silmarillion ha preso fuoco autonomamente.

Finalmente però, in questo film, si vede il drago, ed è brutto. Avevano fatto bene a tenerlo nascosto. Con tutta l’evoluzione della computer grafica e tutti gli effetti speciali e il super-budget, il drago è posticcio. Molto meglio Dragon Trainer 2.

Il resto del film è pieno di pessime scene d’azione e tentativi immotivati di umanizzare personaggi dichiaratamente non umani.

 

Lo Hobbit 3 – La Battaglia delle Cinque Armate

Non sono andato al cinema a vedere questo film. Meno male.

Comunque è uscito il DVD perché il male è proprio come i Nazgul di Tolkien: viene a cercarti a casa e ti rovina la vita. Dunque, Smaug, per smetterla di rovinare l’immagine del paesaggio, muore subito all’inizio del film, ucciso in un modo improbabile, che non riporto qui, più che per evitare spoiler, perché mi fa schifo anche solo l’idea di scriverlo.

Ma prima di proseguire vorrei dire una cosa: vermi di Dune.

Dopo di che abbiamo la battaglia che dà il titolo al film.

Peter Jackson ci ha già dimostrato efficacemente nel Signore degli Anelli di non avere minimamente idea di come funzioni una battaglia, ma qui supera ogni aspettativa (no, non in senso positivo): ci sono ben 5 eserciti che si muovono in modo casuale sullo schermo. Praticamente uno screensaver bellico.

Comunque, i vermoni scaricano una fiumana di orchi e se ne vanno, se no finiva il film. A questo punto inizia lo scontro e tutte le armate fanno del loro meglio per avere più perdite possibili tra le proprie fila. Nel frattempo Legolas completa l’ultimo livello di un platform e l’elfa si innamora ancora di più del nano, nonostante le proteste di tutti gli altri personaggi, dell’Associazione Sceneggiatori e del fantasma di Tolkien. Alla fine il nano si fa uccidere dal primo orco che passa al solo scopo di uscire dal film. Nella battaglia, Gandalf ha la stessa utilità bellica del pinzimonio, ma almeno porta le aquile (non esce mai senza). Alla fine Bilbo torna a casa e convince gli abitanti di Hobbiville, che gli hanno svuotato la casa, del fatto di essere ancora vivo. Loro ci credono, ma comunque nessuno accenna minimamente a riportargli i mobili.

Il film finisce ed io sento un profondo bisogno di farmi una doccia.

 

Un cast inasapettato

Nel film ci sono un sacco di attoroni riciclati dal Signore degli Anelli, ma non li nominerò qui, perché gli voglio troppo bene. Se non ci fossero stati sarebbe stato meglio, perché i loro personaggi c’entrano poco o niente con la storia e sembra proprio che certe scene siano state messe lì apposta per farceli vedere.

 

Ho visto troppi Hobbit

Non ero così offeso da un film da quella volta che ho visto Alexander.

Nel dettaglio: le scene di combattimento sono orribili, difficili da seguire e prive di intensità. In compenso c’è una tale quantità di saltelli su e giù da oggetti in movimento che è sorta in me una certa nostalgia per i videogame degli anni ’80. I dialoghi sono talmente sciatti, che si vede benissimo che non ci credono nemmeno gli attori. Anche gli effetti speciali sono scarsini  e la realizzazione in generale ha un che di finto, specie se lo paragoniamo alla prima trilogia (nonostante sia più vecchia).

Questa è l’unica altra scena del film che mi sia piaciuta abbastanza da pubblicarla qui (vi prego di notare che è anche questa nel primo capitolo):

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Lo Hobbit vorrebbe fungere da prequel per Il Signore degli Anelli, ma in realtà non fa altro che lasciarci con tutta una quantità di nuove e complesse domande, ad esempio: in 6000 anni di tiro con l’arco, gli elfi non hanno pensato che si potesse attaccare il nemico prima con le frecce che con le alabarde? Ma i troll non si pietrificavano al sole? Se Sauron controlla la Spezia, perché non controlla l’universo? Radagast il Bruno e Peter Jackson usano gli stessi funghetti? Alcune di queste domande, spero, non avranno mai risposta, per cui non ci resta che sperare che Peter Jackson non riesca ad ottenere il finanziamento per una trasposizione cinematografica in 25 parti del Silmarillion (che già tremo al pensiero del secondo Tin Tin), nel frattempo credo che mi rileggerò il romanzo originale per depurarmi l’anima da questa sconfortante visione.

 

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