Ho rivisto questo film: La Storia Fantastica

La Storia Fantastica è un film a cui sono molto affezionato, certo di non essere il solo. L’ho visto per la prima volta che non avrò avuto dieci anni, in compagnia di una di quelle creature parzialmente mitologiche e di non comprovata esistenza, diffusamente note nel gergo comune con la definizione “mio cugino”. Da allora, ogni qual volta ne ho l’occasione o me la creo, non manco mai di rivederlo. Il film voglio dire, non mio cugino.

Una scena adatta alle presentazioni:

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Il film è tratto dal romanzo La Principessa Sposa di William Goldman, che ha curato di persona la sceneggiatura. La parte del libro costituita dai commenti dell’autore è sostituita, su schermo, dal nonno che legge al nipote malato il capolavoro di S. Morgensten (millantato scrittore di Florin, il regno immaginario in cui si svolge la vicenda).

Il budget per questo film non era dei migliori, come risulta evidente dalle scenografie e dai costumi posticci, ma chi se ne importa? I personaggi sono stupendi, le battute divertenti e sagaci, c’è un sacco d’azione di quella onesta e un cast meraviglioso. Lo scambio di commenti tra il nonno e il bambino arriva proprio quando ti sei dimenticato che c’è qualcuno che sta raccontando la storia. La battuta che lo spagnolo Inigo si è preparato per l’assassino di suo padre (vedi il video qua sopra), da sola, varrebbe il film, se proprio non ci fosse altro (ma c’è). C’è un doppio lieto fine, nella storia e fuori dalla storia, ed entrambi funzionano. Ah, e ovviamente ci sono un sacco di spade!

Un Cast Fantastico

Nonostante lo scarso budget, il cast è davvero notevole, specie col senno di poi, nel senso che molti degli attori li ritroviamo, a volte a distanza di molti anni, in grandi produzioni cinematografiche o televisive. Il Nonno e il nipote sono, rispettivamente Peter Falk (Il Tenente Colombo) e Fred Savage (Viceversa, due vite scambiate); Wesley è Cary Elwes (Robin Hood in Robin Hood, un uomo in calzamaglia, per dirne solo uno) e Fezzik il Gigante è interpretato da André the Giant (di cui forse si ricorderanno solo i più vecchi, tra quelli che hanno guardato il Wrestling da piccoli, ma che è stato un modo geniale di risparmiare sugli effetti speciali); poi abbiamo Wallace Shawn (che troviamo in una moltitudine di film – di cui almeno tre di Woody Allen – e circa 25 serie TV dai Robinson a The Good Wife, passando per Sex And The City) e Billy Crystal (non sembra, ma è quello di Scappo dalla città e Harry ti presento Sally) che interpretano Vizzini e Max dei Miracoli. Quello che però mi ha dato un piccolo piacevolissimo shock è stato rendermi conto che lo spagnolo (Inigo Montoya) è stato interpretato da Mandy Patinkin, lo stesso che di recente ho visto in serie come Dead Like Me, Criminal Minds e Homeland, e che Robin Wright, che ha debuttato interpretando Bottondoro, adesso fa Claire Underwood in House of Cards (ma l’avevamo già vista in una quantità di film, tra cui Forrest Gump).

Il doppiaggio

Come ha fatto un film chiamato The Princess Bride ad arrivare a noi con l’avvilente titolo La Storia Fantastica ? Per una volta la colpa non è imputabile direttamente alla traduzione del film: La storia Fantastica è in effetti il titolo con cui Sonzogno ha pubblicato originariamente la traduzione del romanzo di Goldman (non chiedetemi perché).

Per una volta,però, almeno in una cosa, la pellicola guadagna dalla traduzione italiana. La cosa in questione è Inigo Montoya (che come avrete ormai capito è il personaggio del film che preferisco) perché l’italiano permette al doppiatore di inserire intere parole in spagnolo, senza compromettere minimamente la comprensione delle battute (laddove in inglese c’è solo un accento), creando un effetto ancora più efficace e divertente.

Naturalmente c’è una fregatura: per qualche ragione, nella scena del duello, i nomi delle tecniche di scherma che i due spadaccini citano mentre combattono, sono state cambiate con delle espressioni di dubbia origine (tipo “testuggine”, “alfiere” e “torre”), mentre in originale (e così nel romanzo) si trattava di citazioni da reali manuali di antichi e rinomati maestri di scherma (alcuni dei quali, per altro, italiani, tra cui anche un certo Bonetti).

Ecco la scena in lingua originale (se prestate orecchio noterete i nomi):

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Mi piace pensare che Wesley riesca a superare tutte le difficoltà che incontra perché è l’Amore Vero a motivarlo (credo si possa considerare il sottotesto- doveroso nel contesto fiabesco – di tutto il film).

Una curiosità, che però spiega l’efficacia del personaggio: a Patinkin fu data la possibilità di scegliere quale personaggio interpretare e lui, avendo perso il padre da poco tempo, scelse Inigo, e lo impersonò convincendo se stesso che, se avesse ucciso L’Uomo con Sei Dita, avrebbe riavuto indietro suo padre. Credo questo spieghi l’intensità di certe scene, bizzarra in un film così buffo e cialtronesco.

Ma lo spiega meglio lui stesso (per chi sa un po’ d’inglese):

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Se la vostra curiosità non è sufficientemente appagata (e -di nuovo- se sapete un po’ d’inglese), un mirabile elenco di fatti riguardanti questo film e la sua realizzazione l’ho trovato a questo indirizzo.

Io vi saluto e vado a ripassarmi la Difesa di Bonetti…

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